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Rientro sanitario da viaggio
Sono un giovane avvocato del foro di Bari. Mi rivolgo a Voi, affincheè un collega del Vs. staff, esperto in materia, mi possa consigliare circa un pratica, atteso che le ricerche effettuate non hanno sortito effetto alcuno.
La mia cliente, nell'agosto scorso, presso un'agenzia viaggi, acquistava un pacchetto turistico e versava, quale corrispettivo, una determinata somma, comprensiva, quest'ultima, della quota assicurativa, relativa ad una polizza viaggio, la quale prevedeva, tra le latre coperture, il rimborso, per interruzione del viaggio, a seguito di rientro anticipato, di un importo pari al valore pro capite del soggiorno non usufruito.
Orbene, nel corso del soggiorno, la mia assistita veniva colta da un improvviso malore, grave a tal punto da rendersi necessario il trasporto al pronto soccorso, il quale consigliava il ricovero. Ciò stante, la stessa, in preda al panico, data la situazione, rientrava nel comune di residenza e, successivamente, chiedeva alla compagnia assicuratrice il rimborso indicato.
Sta di fatto, però, che quest'ultima comunicava di non poter dar luogo al proseguimento dlel pratica, non essendo stato, il rientro anticipato, organizzato dalla Centrale Operativa, come previsto dalle condizioni di polizza (" In caso di rientro anticipato organizzato dalla Centrale Operativa ... la società rimborserà ...").
Ciò posto, la sottoscritta vorrebbe appurare se la compagnia può rifiutarsi di rimborsare quanto indicato solo perchè il rientro non è stato organizzato dalla predetta Centrale, nonostante tale sia la previsione della polizza, atteso che, come già spiegato, l'assicurata non ha avuto la possibilità di interpellare nessuno, in quanto estremamente preoccupata per le proprie condizioni di salute. Questo atteggiamento appare vessatorio!
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