ISTITUTO PER LA DIFESA DEL CONSUMO

A chi mi rivolgo?

Quando si ha il dubbio o la certezza di essere stati truffati il primo sentimento che si prova è lo smarrimento: da dove inizio per correre ai ripari? Mettiamo un po' d'ordine
Trading On Line

(scegli data e ora dell’appuntamento  in videocall)

A chi NON devi rivolgerti

Capire di essere stati truffati da un finto broker è uno shock che spinge molti a cercare risposte nei posti sbagliati. Alcuni continuano a chiedere rassicurazioni allo stesso truffatore, altri si limitano a “andare alla Polizia Postale”, altri ancora si affidano ad agenzie costose o all’amico smanettone. Ma nessuno di questi percorsi, da solo, è sufficiente per avviare un recupero serio ed efficace.
Se vuoi davvero aumentare le possibilità di recuperare il tuo denaro, devi affidarti a professionisti che conoscono a fondo queste dinamiche e sanno cosa fare — fin dal primo passo.

Al truffatore

Quando inizi a sospettare la truffa, il primo impulso è spesso quello di cercare rassicurazioni proprio da chi ti ha ingannato. È un errore gravissimo: continuerà a manipolarti, a promettere falsi recuperi e a spingerti a versare altri soldi. Ogni messaggio scambiato con lui peggiora la tua posizione e riduce le possibilità di intervento.

Alla Polizia Postale

Presentare querela è fondamentale, ma farlo “alla buona”, raccontando aneddoti o portando solo le distinte dei bonifici, non serve. La denuncia deve contenere gli elementi tecnici minimi per permettere alla Procura di avviare indagini reali. Senza una struttura corretta, rischi che il procedimento non porti a nessun risultato utile.

Ad agenzie di recupero

Le agenzie investigative spesso propongono analisi dei flussi a costi altissimi, quando i dati necessari sono già disponibili nei bonifici o nella blockchain. L’amico “esperto di internet”, invece, non può offrirti alcun vantaggio reale. Senza competenze giuridiche e finanziarie, questi tentativi ti fanno solo perdere tempo prezioso.

Il fattore tempo

Massimizzare le opportunità di recupero, dopo aver subito una truffa, significa doversi muovere in tempi rapidi, avere già da subito le idee chiare sul da farsi, seguendo una specifica strategia

Cosa devi sapere subito

Capire di essere stati raggirati da un finto broker è destabilizzante. In quei momenti si tende a cercare risposte nei posti sbagliati: si continua a parlare con il truffatore, si corre alla Polizia Postale senza preparazione o ci si affida a chiunque prometta miracoli. Ma questi passi, seppur istintivi, rischiano di compromettere le possibilità di recupero. La verità è che servono competenze specifiche, metodo e visione tecnica di come funzionano davvero queste truffe.

Il primo errore: chiedere aiuto al truffatore

Quando nasce il sospetto, il primo impulso è quello più pericoloso: cercare rassicurazioni da chi ti ha ingannato.
Il truffatore continua a fingere amicizia, assicura che i fondi non sono persi, inventa “procedure di recupero interne” e ti spinge a depositare ancora. Ogni contatto con lui ti fa scivolare più a fondo nella manipolazione psicologica e riduce le possibilità di un recupero serio. La prima regola è semplice: taglia ogni comunicazione immediatamente.

Non basta rivolgersi alla Polizia Postale

Presentare querela è essenziale, ma farlo nel modo sbagliato significa vanificare l’intero procedimento.
Non è compito della vittima decidere se rivolgersi alla Polizia Postale o ai Carabinieri: qualunque ufficio raccoglierà la tua querela, questa verrà trasmessa alla Procura della Repubblica, che assegnerà il fascicolo al corpo più competente.
Ciò che conta davvero è come la querela è scritta. Una denuncia efficace non è un romanzo della truffa, né un insieme caotico di screenshot, ma un documento tecnico che contiene:

  • la qualificazione corretta dei reati configurabili

  • l’identificazione precisa dei pagamenti

  • gli elementi minimi necessari per avviare le attività di ricerca

Senza questa struttura, il rischio è che il fascicolo resti privo di reali possibilità investigative.

Come identificare i pagamenti

Molte vittime credono di aver “bonificato i soldi ai truffatori”, ma quasi sempre non è così. Le truffe moderne seguono un percorso ben più articolato:
  1. la vittima apre un conto crypto intestato a sé stessa;

  2. effettua bonifici verso il proprio conto per ricaricare il wallet;

  3. il truffatore accede abusivamente al conto;

  4. converte il saldo in criptovalute;

  5. trasferisce le crypto verso propri wallet anonimi.

Di conseguenza, le distinte dei bonifici non indicano il destinatario della truffa.
È fondamentale saper ricostruire la catena delle transazioni, distinguendo correttamente ciò che hai pagato tu da ciò che è stato sottratto. Una querela che non chiarisce questi elementi è inefficace e rischia di fuorviare le indagini.

Evita le agenzie investigative

Molte agenzie pubblicizzano servizi di “tracciamento fondi” a cifre spropositate.
Ma nella maggior parte dei casi:

  • i dati dei bonifici sono già completi e disponibili;

  • la blockchain è trasparente e può essere analizzata con strumenti standard;

  • l’unica autorità che può procedere legalmente è comunque la Procura.

Queste analisi, presentate come operazioni complesse, sono spesso attività automatizzate che non giustificano i costi richiesti.
Inoltre, anche se producessero report dettagliati, non hanno alcun valore se non inseriti correttamente all’interno di una strategia legale.

Attento alle recovery scam

Quando si cerca aiuto, è facile incontrare:

  • società che promettono rimborsi garantiti;

  • consulenti che offrono recuperi “sicuri al 100%”;

  • operatori stranieri che assicurano soluzioni immediate.

Sono quasi sempre truffe nel truffa: le cosiddette recovery scam.
Promettono ciò che nessuno può garantire e sfruttano la vulnerabilità della vittima. Rivolgersi a loro significa cadere in una spirale ancora più pericolosa.

Non ti serve un amico

L’amico “esperto di internet” può essere animato da buone intenzioni, ma non possiede:

  • competenze giuridiche;

  • competenze finanziarie;

  • conoscenza delle dinamiche criminali;

  • esperienza nella redazione di querele orientate alle indagini;

  • capacità di interlocuzione con banche, piattaforme crypto e autorità.

In questo ambito, il fai-da-te non solo non porta risultati, ma può compromettere irrimediabilmente le possibilità di recupero.

Come aumentare le possibilità di recupero

Il vero percorso di recupero richiede una strategia giudiziale e stragiudiziale coordinata.
Oltre alla querela, occorre agire su più fronti:

  • segnalazioni a CONSOB e altre autorità di vigilanza;

  • comunicazioni a banche e istituti di pagamento coinvolti;

  • interlocuzione con exchange e piattaforme crypto;

  • richieste tecniche ai service provider e ai registrar dei siti truffaldini;

  • iniziative per limitare o bloccare le funzionalità della piattaforma fraudolenta.

Questi interventi, se ben costruiti, possono generare pressione sui responsabili e favorire rimborsi, accordi o collaborazioni.
Soprattutto, dimostrano alle autorità la serietà del caso e agevolano l’attivazione delle indagini.

🛡️ A chi rivolgersi (subito)

Per strutturare correttamente tutto questo percorso è indispensabile l’intervento di un professionista che:

  • conosce in profondità i meccanismi delle truffe finanziarie;

  • sa redigere querele tecniche e orientate all’azione;

  • è in grado di rapportarsi con banche, consob, piattaforme e autorità;

  • ha esperienza diretta in casi analoghi;

  • evita sprechi di tempo e false promesse.

È esattamente ciò che facciamo tramite la nostra associazione: offriamo assistenza legale specializzata e seguiamo ogni fase del percorso, dalla querela alle attività stragiudiziali.

Fissa una consulenza

Se hai subito una truffa di trading online, il tempo è un fattore critico.
Ogni giorno perso può rendere più difficile ricostruire flussi, individuare responsabilità o ottenere collaborazione dagli enti coinvolti.

👉 Prenota ora una consulenza gratuita con il nostro team legale specializzato.
È il modo più sicuro e concreto per capire quali possibilità hai davvero.

Segnalaci la truffa che hai subito

Compila il modulo di contatto allegando la documentazione di cui disponi e in meno di 24 ore, riceverai la nostra valutazione.

Se preferisci puoi contattarci telefonicamente e concordare un appuntamento in sede

CONSULENZA GRATUITA

Prenota subito una consulenza con i nostri esperti per valutare il tuo caso

1. Dettagli
2. Orario
3. Fatto
Compila il form e scegli uno slot tra quelli disponibili.
Ho letto e accetto le condizioni per il trattamento dei dati personali (non ti invieremo mai spam!)

Istituto per la Difesa del Consumo codice fiscale 95100820638 | 80016 Marano di Napoli - Corso Italia 81
Difesa Consumatori (Società tra Avvocati) srl Partita IVA 10854241212 | 80016 Marano di Napoli - Corso Italia 81