Sintesi dei contenuti
ToggleStai valutando di aprire un conto con The Kingdom Bank e vuoi capire se si tratta di una piattaforma affidabile? Forse hai visto le pubblicità online, i sei premi citati sul sito, o la presunta partnership con il West Ham United. Prima di procedere, è opportuno analizzare con attenzione alcuni elementi tecnici e regolamentari che emergono dalla verifica di questa piattaforma. In questo articolo trovi i risultati dell’analisi condotta dal nostro osservatorio, in modo che tu possa valutare con consapevolezza.
Cos’è The Kingdom Bank e cosa offre
The Kingdom Bank si presenta come una “International Digital Bank” con sede dichiarata al 1st Floor, 43 Great George Street, Roseau, nel Commonwealth of Dominica. Il sito, accessibile all’indirizzo thekingdombank.com, risulta attivo e funzionante al momento della verifica (aprile 2026).
L’offerta commerciale comprende una gamma ampia di servizi: conti correnti multi-valuta, IBAN virtuali, carte di pagamento, trasferimenti internazionali in oltre 80 paesi, cambio valuta (FX), prodotti di risparmio, asset digitali e criptovalute. La piattaforma si rivolge sia a privati che ad aziende, con un approccio interamente digitale e operatività da remoto.
Sul sito vengono inoltre menzionati: l’adesione a SWIFT (codice KICPDMD2), un Legal Entity Identifier (LEI: 894500N4DISL2NEIR756), la certificazione ISO 27001 e la conformità allo standard PCI DSS. Questi elementi formali meritano una valutazione attenta, ma non esauriscono il quadro regolamentare rilevante per un utente italiano.
Verifica tecnica: dominio, hosting e certificato SSL
Il dominio thekingdombank.com è stato registrato il 12 ottobre 2019 tramite NAMECHEAP INC, con scadenza ottobre 2026. Al momento dell’analisi conta circa 2.382 giorni di vita — circa sei anni e mezzo. Non si tratta quindi di un dominio neonato, il che va segnalato correttamente.
Tuttavia, sul registro WHOIS il dominio risulta con privacy abilitata tramite il servizio “Withheld for Privacy ehf”, con paese del registrante indicato come Islanda. Questo significa che l’identità del titolare effettivo del dominio non è pubblicamente verificabile. L’uso della privacy WHOIS è lecito, ma insolito per un istituto che si dichiara banca internazionale: le banche regolamentate europee tipicamente non oscurano la propria identità nel registro pubblico del dominio.
L’infrastruttura di hosting è su Amazon Web Services (ASN AS16509), con IP geolocalizzato nella regione Lazio (Roma), ma il provider rimane statunitense. Il certificato SSL è di tipo DV (Domain Validation), emesso da Amazon. Si tratta del livello base di certificazione: attesta solo che il richiedente controlla il dominio, ma non verifica l’identità giuridica del soggetto. Le banche e gli intermediari finanziari seri adottano certificati EV (Extended Validation), che richiedono la verifica dell’identità legale dell’organizzazione presso un’autorità di certificazione accreditata.
La licenza di Dominica: cosa significa davvero
The Kingdom Bank dichiara di essere “fully authorised” dalla Financial Services Unit (FSU), Ministry of Finance of the Commonwealth of Dominica, sotto il regime dell’International Banking Act. Sul sito si legge testualmente che questa autorizzazione la abilita a “extend its services to clients worldwide, all under the vigilant prudential supervision of the Financial Services Unit”.
Questa affermazione richiede una precisazione importante: la licenza rilasciata dalla FSU di Dominica non è equivalente né equiparabile a un’autorizzazione bancaria rilasciata da Banca d’Italia, BCE, FCA britannica, AMF francese o BaFin tedesca.
Il Commonwealth di Dominica è una giurisdizione notoriamente permissiva in materia di licensing bancario offshore. Le sue norme prudenziali, i requisiti patrimoniali e i meccanismi di vigilanza non raggiungono gli standard imposti dalla direttiva CRD e dal Regolamento CRR che disciplinano le banche nell’Unione Europea. Ottenere una licenza bancaria offshore a Dominica non comporta, automaticamente, il diritto di operare come banca nei confronti di clienti italiani o europei.
The Kingdom Bank non risulta autorizzata in Italia
Per offrire servizi bancari o di investimento a clienti italiani, un soggetto estero deve essere autorizzato dalla Banca d’Italia (per i servizi bancari) o da Consob (per i servizi di investimento), oppure deve avvalersi del cosiddetto “passaporto europeo” — uno strumento disponibile solo a soggetti già autorizzati in uno Stato membro dell’Unione Europea.
Al momento della verifica (aprile 2026), The Kingdom Bank non risulta iscritta nell’albo delle banche tenuto dalla Banca d’Italia, né figura nell’elenco degli intermediari autorizzati da Consob. Non risulta neppure nella sezione dedicata agli intermediari esteri operanti in Italia. Chi volesse verificarlo direttamente può consultare:
- L’albo degli intermediari bancari della Banca d’Italia
- L’elenco degli intermediari autorizzati pubblicato da Consob
- La sezione Consob dedicata agli intermediari esteri
È importante sottolineare che l’assenza dall’albo Banca d’Italia o dall’elenco Consob non equivale automaticamente a illiceità o frode. Potrebbe trattarsi di un soggetto che opera in un regime regolamentare diverso o che non ha ancora avviato il processo di notifica alle autorità italiane. Tuttavia, un utente italiano che affida capitali a un soggetto non autorizzato in Italia non beneficia delle protezioni previste dalla disciplina bancaria e finanziaria europea.
I contatti e i premi: cosa osservare
Tra i canali di supporto indicati sul sito figurano WhatsApp e Telegram, oltre a live chat, email e la possibilità di prenotare riunioni online. L’assenza di un numero telefonico diretto istituzionale è un elemento da considerare: le banche regolamentate mettono a disposizione canali di contatto formali e tracciabili.
The Kingdom Bank cita sei premi ricevuti, tra cui:
- “Best International Fintech Banking Award 2021” — Crypto Expo Dubai
- “Best Customer Support Bank Award 2022” e “Crypto Friendly Bank Award 2022” — forexdailyinfo.com
- “Best Digital Banking Award 2022” e “Fastest Growing Digital Bank Award 2023” — International Business Magazine
- “Best B2B Banking Solution Award 2023” — Global Forex Awards
Si tratta di riconoscimenti provenienti da organizzazioni commerciali private, non da authority regolamentari o da organismi di vigilanza istituzionali. Premi di questo tipo non costituiscono attestazione di solidità finanziaria né di compliance regolamentare, e non sono equiparabili a iscrizioni in albi ufficiali o a certificazioni rilasciate da supervisori pubblici.
Viene inoltre citata una partnership con il West Ham United come “Official Banking Partner”. Una partnership commerciale con una squadra di calcio è un accordo di marketing, non un indicatore di solidità finanziaria o di autorizzazione regolamentare.
I termini contrattuali: un dettaglio rilevante
Leggendo i termini e condizioni pubblicati sul sito emerge un passaggio significativo: il rapporto con il cliente viene qualificato come “Virtual IBAN payment settlement service”. Questa formulazione suggerisce che il modello operativo sia più vicino a quello di un istituto di moneta elettronica o di pagamento che a quello di una banca nel senso tecnico europeo.
Questa distinzione ha conseguenze pratiche importanti. I depositi presso istituti di moneta elettronica non sono coperti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che in Italia garantisce i depositi bancari fino a 100.000 euro per depositante. Chi apre un conto che nella sostanza è un conto di moneta elettronica — anche se il sito usa il termine “banca” — non gode delle stesse protezioni previste per i conti bancari tradizionali.
Situazione nel database Broker Alert
Al momento della verifica (aprile 2026), The Kingdom Bank non risulta ancora nel database pubblico Broker Alert dell’Istituto per la Difesa del Consumo, che aggrega warning ufficiali delle authority di vigilanza europea (Consob, FCA, AMF, BaFin, ESMA).
L’assenza di un warning ufficiale non equivale a una certificazione di affidabilità. Le authority inseriscono avvisi solo dopo verifiche formali, un processo che può richiedere settimane o mesi. L’analisi qui riportata si basa su elementi tecnici e documentali raccolti dall’osservatorio e ha lo scopo di fornire al lettore gli strumenti per valutare autonomamente il profilo di rischio.
Cosa fare se hai già versato denaro
Se hai già aperto un conto con The Kingdom Bank e hai effettuato versamenti, la situazione non è necessariamente irrecuperabile. È opportuno agire con metodo e tempestività.
Passi da seguire nell’immediato
- Conserva tutta la documentazione: screenshot delle comunicazioni, contratti, ricevute di bonifico, estratti conto, email e messaggi WhatsApp o Telegram.
- Presenta un reclamo scritto alla piattaforma via email, richiedendo chiarimenti sulla licenza e, se necessario, il rimborso. Tieni copia di tutto.
- Segnala la situazione alla Polizia Postale tramite il portale commissariatodips.it, descrivendo i fatti in modo dettagliato.
- Segnala a Consob attraverso il modulo di esposto disponibile sul sito ufficiale dell’Authority, se ritieni di aver ricevuto servizi di investimento non autorizzati.
- Rivolgiti a un avvocato specializzato per valutare le azioni legali percorribili: il recupero dei fondi può avvenire attraverso strumenti civilistici (azione di ripetizione dell’indebito, nullità contrattuale per mancanza di autorizzazione) o penalistici, a seconda delle circostanze specifiche del caso.
Errori da evitare
- Non versare ulteriori somme per “sbloccare” fondi o pagare commissioni non previste inizialmente.
- Non affidarti a soggetti terzi che ti promettono il recupero dei soldi in cambio di un anticipo: è un’ulteriore truffa molto comune (la cosiddetta “recovery fraud”).
- Non aspettare troppo: i termini di prescrizione per alcune azioni legali sono relativamente brevi, e agire tempestivamente migliora le possibilità di successo.
Il quadro complessivo: un profilo di rischio da valutare con attenzione
Raccogliendo tutti gli elementi emersi dall’analisi, emerge un profilo che giustifica massima cautela prima di affidare capitali a questa piattaforma:
- Privacy WHOIS abilitata, identità del titolare del dominio non verificabile pubblicamente
- Sede nella giurisdizione offshore del Commonwealth di Dominica
- Licenza rilasciata da una FSU non equivalente a supervisore europeo
- Assenza dall’albo Banca d’Italia e dall’elenco Consob
- Certificato SSL di livello base (DV), non EV come atteso da istituti bancari
- Contatti tramite WhatsApp e Telegram come canali principali
- Premi da organizzatori privati, non da authority regolamentari
- Nessuna presenza su Trustpilot
- I termini contrattuali qualificano il servizio come “Virtual IBAN”, potenzialmente escluso dalla tutela del Fondo Interbancario
Nessuno di questi elementi, considerato singolarmente, costituisce una prova definitiva di irregolarità. La combinazione di questi fattori, tuttavia, delinea un profilo che richiede valutazione approfondita e, se possibile, consulenza legale preventiva prima di procedere con qualsiasi versamento.
Se hai già trasferito fondi e non riesci a riaverli, o se hai dubbi sulla legittimità delle operazioni richieste dalla piattaforma, fissa subito una consulenza gratuita e valuteremo insieme quali strategie adottare per procedere al recupero del tuo capitale.
Domande frequenti
The Kingdom Bank è una banca regolamentata in Italia?
Al momento della verifica (aprile 2026), The Kingdom Bank non risulta iscritta nell’albo delle banche tenuto dalla Banca d’Italia né nell’elenco degli intermediari autorizzati da Consob. La piattaforma è autorizzata dalla Financial Services Unit del Commonwealth di Dominica, un’autorità offshore che non ha riconoscimento equivalente alle authority bancarie europee. Operare in Italia senza autorizzazione della Banca d’Italia o senza passaporto europeo espone l’istituto a potenziali profili di irregolarità regolamentare.
La licenza del Commonwealth di Dominica vale anche in Italia?
No. La licenza rilasciata dalla FSU di Dominica sotto l’International Banking Act non abilita automaticamente all’esercizio dell’attività bancaria nei confronti di clienti italiani o europei. Per operare legittimamente verso clientela italiana, un soggetto estero deve essere autorizzato da Banca d’Italia o da Consob, oppure disporre del passaporto europeo — riservato ai soggetti già autorizzati in uno Stato membro dell’UE. Dominica non è membro dell’UE.
I miei soldi sono protetti dal Fondo Interbancario se apro un conto con The Kingdom Bank?
Probabilmente no. I termini e condizioni di The Kingdom Bank qualificano il servizio come “Virtual IBAN payment settlement service”, che si avvicina al modello degli istituti di moneta elettronica piuttosto che a quello delle banche tradizionali. I conti di moneta elettronica non sono coperti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che in Italia garantisce i depositi bancari fino a 100.000 euro. Prima di depositare somme significative, è opportuno verificare con precisione quale tutela viene offerta e in quale giurisdizione è applicabile.
The Kingdom Bank è segnalata da Consob o dalla Banca d’Italia?
Al momento della verifica (aprile 2026), The Kingdom Bank non risulta oggetto di avvisi o warning pubblici da parte di Consob, Banca d’Italia o delle principali authority europee (FCA, AMF, BaFin, ESMA). L’assenza di un warning ufficiale non è tuttavia una certificazione di affidabilità: le procedure formali delle authority possono richiedere tempo. È consigliabile verificare periodicamente sul sito Consob e nel database Broker Alert di difesaconsumatori.com.
Ho già versato denaro su The Kingdom Bank e non riesco a prelevarlo. Cosa posso fare?
Se hai difficoltà a prelevare fondi, agisci subito. Conserva tutta la documentazione (ricevute di bonifico, screenshot, comunicazioni). Presenta un reclamo scritto alla piattaforma via email. Sporgi denuncia alla Polizia Postale tramite il portale commissariatodips.it. Segnala la situazione a Consob. Infine, rivolgiti a un avvocato specializzato per valutare le azioni legali percorribili: esistono strumenti sia civilistici che penalistici che possono essere attivati a seconda delle circostanze del caso.
Come faccio a verificare se una banca online è autorizzata in Italia?
Puoi consultare direttamente i registri pubblici ufficiali: l’albo degli intermediari bancari sul sito della Banca d’Italia e l’elenco degli intermediari autorizzati sul sito Consob. Entrambi i siti offrono motori di ricerca che permettono di cercare per nome del soggetto o per denominazione commerciale. Se la piattaforma non compare in nessuno dei due elenchi e non ha passaporto europeo documentato, è opportuno procedere con estrema cautela prima di effettuare qualsiasi versamento.
