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LBMA truffa? Verifica della piattaforma su m.liveadeli.com

§ Sintesi dei contenuti

Qualcuno ti ha contattato sui social, magari su Instagram o WhatsApp, e ti ha proposto di investire in oro tramite un’app chiamata LBMA, raggiungibile da un link come m.liveadeli.com. Il nome suona autorevole, la piattaforma mostra quotazioni in tempo reale di oro, argento e criptovalute, e forse hai già cercato “LBMA truffa” su Google senza trovare risposte chiare. Questo articolo raccoglie i risultati della verifica tecnica e documentale condotta dal nostro osservatorio su questa piattaforma, con un punto centrale da chiarire subito: il nome LBMA appartiene alla London Bullion Market Association, un’istituzione reale e autorevole del mercato dei metalli preziosi, che con questa piattaforma di trading non ha alcun rapporto.

Nelle sezioni che seguono troverai la distinzione tra la vera LBMA e la piattaforma che ne utilizza il nome, l’analisi del dominio m.liveadeli.com e della sua infrastruttura, le segnalazioni ufficiali già pubblicate, gli elementi emersi dall’esame del codice e delle condizioni contrattuali, e le indicazioni pratiche su cosa fare se hai già depositato del denaro.

La vera LBMA e la piattaforma che ne usa il nome: due soggetti da non confondere

La London Bullion Market Association è l’associazione di categoria che sovrintende al mercato mondiale dell’oro e dell’argento fisico. Ha sede a Londra, gestisce la Good Delivery List delle raffinerie accreditate e dà il nome ai benchmark di prezzo LBMA Gold Price e LBMA Silver Price, i riferimenti ufficiali con cui viene quotato l’oro a livello globale. Un punto è essenziale: la LBMA è un organismo di standard e di rappresentanza, non un intermediario finanziario. Non apre conti di trading, non gestisce depositi del pubblico, non propone investimenti a leva. I suoi unici siti sono www.lbma.org.uk e portal.lbma.org.uk.

È la stessa associazione a dirlo. Il 31 marzo 2026 la LBMA ha pubblicato sul proprio sito ufficiale un avviso intitolato “Phishing Caution: Fraudulent Entities Not Affiliated with LBMA” (consultabile su lbma.org.uk, accesso del 4 agosto 2026), in cui elenca una serie di entità che utilizzano il suo nome senza alcuna affiliazione e avverte che qualsiasi sito che dichiari di operare per conto della LBMA, o che ne usi il nome per offrire opportunità di investimento, va considerato fraudolento. Nell’elenco compare testualmente il dominio lbma.live: come vedremo, è esattamente il dominio di riferimento dell’applicazione servita da m.liveadeli.com.

Cosa risulta dalla verifica su m.liveadeli.com

Il dominio segnalato, m.liveadeli.com, era online e funzionante al momento della verifica. La pagina che serve, però, non dichiara nulla di sé: il titolo della pagina è letteralmente “title”, la descrizione vale “undefined”. Si tratta di una Single Page Application, cioè un’applicazione che carica i contenuti tramite codice JavaScript dopo l’apertura della pagina: il marchio e le funzioni compaiono solo a runtime, e l’identità del sito resta invisibile a un controllo superficiale.

Dall’analisi del codice dell’applicazione emergono i dati identificativi che la pagina non espone. Il file di configurazione pubblico del sito imposta il nome della piattaforma a “LBMA” e indica come dominio di riferimento lbma.live, cioè proprio il dominio inserito dalla London Bullion Market Association nel suo elenco di entità non affiliate. Il collegamento è confermato da più elementi tecnici convergenti: il codice richiama immagini ospitate sul pannello di amministrazione myadmin.lbma.live; il sito m.lbma.live serve lo stesso identico pacchetto applicativo dallo stesso indirizzo IP; i due domini usano la stessa coppia di server DNS. In pratica, m.liveadeli.com è un punto di accesso alternativo alla medesima piattaforma già operante su lbma.live.

Anche i dati di registrazione del dominio offrono indicazioni utili. Secondo il WHOIS — il registro pubblico che riporta data di creazione e intestatario di un dominio — liveadeli.com è stato registrato il 28 maggio 2026, appena 68 giorni prima dell’analisi, per la durata minima di un anno, e tutti i campi relativi all’intestatario (nome, società, indirizzo, paese) risultano vuoti. Il dominio lbma.live risale invece al marzo 2025. I record di configurazione restituiti dai sistemi della piattaforma riportano però date di creazione dell’agosto 2023: l’infrastruttura è quindi preesistente e viene ripubblicata periodicamente su domini nuovi, uno schema tipico dei servizi che devono sostituire rapidamente gli indirizzi segnalati o bloccati. Da notare infine che il dominio principale liveadeli.com, quello che un utente digiterebbe spontaneamente, non funziona: risponde con un errore tecnico (HTTP 526, certificato del server di origine non valido) e l’unico ingresso operativo è il sottodominio “m.”.

Segnalazioni ufficiali: l’avviso LBMA, i sequestri FBI e il caso documentato dal DFPI

Il quadro delle fonti pubbliche è particolarmente significativo. Oltre all’avviso della LBMA del 31 marzo 2026 che elenca lbma.live tra le entità non affiliate, due domini presenti nello stesso elenco — lbmft.com e h5.yglbmn.com — mostrano oggi il banner di sequestro dell’FBI: chi li visita trova la pagina “This Website Has Been Seized”, che dà atto di un mandato di sequestro emesso dalla United States District Court for the District of Columbia ai sensi delle norme federali statunitensi sulla confisca dei proventi di reato (verifica diretta del 4 agosto 2026). Le autorità americane hanno quindi già colpito una parte della rete di domini che opera sotto l’insegna “LBMA”.

Esiste anche un precedente documentato da un’autorità pubblica con lo stesso identico copione. Il California Department of Financial Protection and Innovation (DFPI), nel suo Crypto Scam Tracker (scheda aggiornata al 12 gennaio 2026), descrive il caso di una piattaforma denominata “LBMA” raggiungibile dal dominio lbmaex.xyz: la vittima viene contattata su Instagram, invitata a registrarsi per operare su “gold spots”, cioè oro a pronti, convinta a trasferire criptovalute, rassicurata da presunti raddoppi dei depositi, fino a liquidare i propri fondi pensione. Al momento della richiesta di prelievo, la piattaforma pretende il pagamento di “tasse” mai pattuite. I fondi, riferisce il DFPI, non sono stati recuperati.

Cosa offre la piattaforma e cosa invece non dichiara

L’applicazione propone trading con leva fino a 100x su metalli preziosi (oro, argento, platino, palladio), coppie di valute e criptovalute. La leva 100x significa che con 100 euro si controlla una posizione da 10.000: ogni oscillazione dei prezzi viene amplificata cento volte, e basta una variazione dell’1% in senso contrario per azzerare il capitale investito. Accanto al trading compaiono un “secondo contratto” a scadenza brevissima, prodotti di staking e “DeFi mining” con tasso di rendimento giornaliero e periodi di blocco dei fondi, prestiti erogati dalla piattaforma stessa e un “Centro Promozione” che riconosce commissioni su più livelli di invitati, secondo lo schema del reclutamento a catena.

A fronte di un’offerta così ampia, manca tutto ciò che un intermediario autorizzato è tenuto a esporre: nessuna denominazione sociale, nessuna sede legale, nessuna partita IVA, nessuna email o numero di telefono, nessun nominativo di responsabile e, soprattutto, nessun numero di licenza e nessuna autorità di vigilanza (CONSOB, FCA, CySEC, BaFin, ESMA) menzionata in alcuna delle risorse pubbliche esaminate. In Italia e nell’Unione Europea, l’offerta al pubblico di servizi di investimento è attività riservata a soggetti autorizzati e vigilati, come previsto dal Testo Unico della Finanza: l’assenza di qualsiasi riferimento autorizzativo, per una piattaforma che raccoglie depositi e offre leva 100x, è un elemento di cautela di primo piano.

Le condizioni contrattuali appartengono ad altri soggetti

L’esame delle condizioni d’uso rese disponibili dai sistemi della piattaforma ha prodotto un risultato sorprendente. Il testo in inglese non è un contratto di trading, ma una privacy policy relativa a un prodotto chiamato “Sonecoin”, riferito a un operatore terzo: nessun riferimento a LBMA né a Liveadeli. I testi in cinese e giapponese sono un contratto utente che contiene 336 occorrenze del segnaposto non sostituito “PLATFORM_TITLE” — il campo che avrebbe dovuto essere riempito con il nome della piattaforma — e indicano come controparti contrattuali società con denominazioni e numeri di registrazione riconducibili a entità legali del gruppo Coinbase, incluso il riferimento alla vigilanza della Financial Conduct Authority britannica su una di esse. Un lettore frettoloso potrebbe ricavarne che la piattaforma sia regolamentata nel Regno Unito, mentre la vigilanza citata riguarda una società terza ed estranea.

Lo stesso contratto, peraltro, dichiara di applicarsi ai soli clienti residenti fuori da Stati Uniti, Regno Unito, Spazio Economico Europeo, Giappone e Singapore: un utente italiano che si registrasse sarebbe quindi fuori dall’ambito di applicazione dichiarato dal documento contrattuale della piattaforma stessa. Nessuna versione italiana delle condizioni è disponibile, benché l’interfaccia sia tradotta in italiano — con traduzioni automatiche non revisionate (“citazioni” per quotazioni, “estrazione” per mining) e residui in cinese, coerenti con un software costruito su un framework di origine cinese. Il pacchetto di traduzione, infine, contiene blocchi di testi predisposti per marchi diversi, alcuni coincidenti con nomi di operatori reali e autorizzati: lo stesso software risulta pronto per essere distribuito sotto insegne differenti.

Gli indirizzi di deposito: cosa mostra la blockchain

La piattaforma accetta depositi in criptovaluta su indirizzi statici, identici per tutti gli utenti, che l’interfaccia definisce “indirizzo di ricarica ufficiale di questa piattaforma”. La blockchain — il registro pubblico e immodificabile in cui è tracciato ogni movimento di criptovaluta — permette di osservarne la storia. L’indirizzo Bitcoin indicato registra 676 transazioni e circa 7,38 BTC ricevuti tra il marzo e il novembre 2025, con saldo attuale pari a zero: tutto ciò che è entrato è stato trasferito altrove. L’indirizzo per i depositi in USDT su rete TRON risulta creato nel maggio 2025 e, su un campione di 30 transazioni, ha ricevuto oltre 38.000 USDT, anch’essi integralmente spostati verso altri portafogli (fonti: blockchain.info e api.trongrid.io, accesso del 4 agosto 2026).

Emerge anche un’incongruenza tecnica rilevante: l’indirizzo indicato per i depositi in USDT su rete Ethereum è in realtà un indirizzo TRON, lo stesso usato per l’altra rete. Le due reti non sono compatibili: un invio di USDT su rete Ethereum verso quell’indirizzo non è tecnicamente ricevibile, e i fondi andrebbero persi. È il tipo di errore che un intermediario finanziario reale, con processi di controllo interni, difficilmente lascerebbe in produzione.

LBMA truffa? Cosa dicono i registri pubblici e Broker Alert

Ricapitolando i fatti: la piattaforma usa il nome di un’associazione che ha pubblicamente disconosciuto il dominio di riferimento dell’applicazione; due domini della stessa rete risultano sequestrati dall’FBI; un’autorità pubblica americana ha documentato un caso con modalità identiche su una piattaforma omonima; il dominio segnalato ha 68 giorni di vita, nessun intestatario identificabile e nessun dato societario o autorizzativo; le condizioni contrattuali appartengono ad altri soggetti ed escludono i residenti europei; gli indirizzi di deposito sono statici, riciclati da domini precedenti e in parte tecnicamente errati.

La combinazione degli elementi sopra elencati costituisce, nel suo insieme, un profilo di rischio che consiglia la massima prudenza prima di affidare anche un solo euro a questa piattaforma.

Hai già depositato fondi? Ecco cosa fare subito

Se hai già trasferito denaro o criptovalute alla piattaforma, il fattore tempo è decisivo. Questi sono i passi da compiere:

  1. Non versare altro denaro, per nessun motivo. Se al momento del prelievo ti vengono chieste “tasse”, “commissioni di sblocco” o “imposte antiriciclaggio”, non pagarle: è lo schema descritto anche dal DFPI nel caso omonimo, e ogni versamento aggiuntivo va ad accrescere la perdita, non a liberare i fondi.
  2. Conserva tutte le prove. Salva screenshot dell’app e del saldo, le conversazioni con chi ti ha proposto l’investimento, gli indirizzi di deposito utilizzati, gli hash delle transazioni (i codici identificativi dei trasferimenti in criptovaluta) e le ricevute dei bonifici o degli acquisti di criptovaluta..
  3. Non affidarti a chi ti promette il “recupero garantito”. Le vittime di queste piattaforme vengono spesso ricontattate da sedicenti società di recovery che chiedono pagamenti anticipati: è frequentemente la seconda fase dello stesso schema.
  4. Fatti assistere prima di muoverti da solo. Una denuncia formulata male o una diffida inviata al soggetto sbagliato possono far perdere tempo prezioso.

Quando è il momento di agire legalmente

Sul piano giuridico, condotte come quelle descritte possono integrare, a seconda delle circostanze, gli estremi della truffa (art. 640 c.p.) o della frode informatica (art. 640-ter c.p.), oltre alla violazione delle norme sull’abusivismo finanziario previste dal Testo Unico della Finanza per chi offre servizi di investimento senza autorizzazione. In generale, l’azione legale diventa opportuna non appena la piattaforma inizia a ostacolare i prelievi o a chiedere pagamenti aggiuntivi: da quel momento ogni giorno conta, perché i fondi in criptovaluta vengono spostati rapidamente e la tracciabilità sulla blockchain, per quanto tecnicamente possibile, richiede interventi tempestivi presso exchange e autorità.

Una consulenza legale specializzata serve esattamente a questo: ricostruire i flussi, individuare i soggetti presso cui i fondi sono transitati (spesso exchange regolamentati, tenuti a collaborare), predisporre denuncia e istanze di sequestro, e valutare le concrete possibilità di recupero nel tuo caso specifico. Se anche tu sei stato coinvolto dalla piattaforma “LBMA” raggiungibile da m.liveadeli.com o da lbma.live, o hai versato fondi dopo un contatto sui social, fissa subito una consulenza gratuita e valuteremo insieme quali strategie adottare per procedere al recupero del tuo capitale.

Domande frequenti

LBMA è una truffa?

Occorre distinguere. La London Bullion Market Association (lbma.org.uk) è un’istituzione reale e autorevole del mercato dei metalli preziosi, che non offre servizi di investimento al pubblico. La piattaforma di trading che si presenta come “LBMA” su m.liveadeli.com e lbma.live è un soggetto diverso e non affiliato: la stessa associazione ha inserito lbma.live nel proprio elenco pubblico di entità fraudolente non affiliate, e gli elementi raccolti nella nostra verifica delineano un profilo di rischio molto elevato.

Che cos’è m.liveadeli.com?

È un punto di accesso alternativo a una piattaforma di trading che si identifica come “LBMA” e che ha come dominio di riferimento lbma.live. Il dominio liveadeli.com è stato registrato il 28 maggio 2026, senza alcun dato sull’intestatario, e serve la stessa identica applicazione già operante su lbma.live: uno schema che consente di sostituire rapidamente gli indirizzi web man mano che vengono segnalati o bloccati.

Ho depositato criptovalute sulla piattaforma: posso recuperarle?

Dipende dalla tempestività e dal percorso dei fondi. Le criptovalute sono tracciabili sulla blockchain e spesso transitano da exchange regolamentati, presso i quali è possibile intervenire con denunce e istanze di blocco. Le probabilità di recupero diminuiscono col passare del tempo, perché i fondi vengono frazionati e spostati: per questo è importante raccogliere subito le prove (hash delle transazioni, indirizzi, ricevute) e farsi assistere senza attendere.

La piattaforma mi chiede di pagare tasse per sbloccare il prelievo: devo pagare?

No. La richiesta di “tasse”, “commissioni di sblocco” o “imposte” come condizione per restituire i fondi è la fase finale dello schema documentato anche dal DFPI californiano sul caso omonimo: dopo il pagamento, il prelievo non viene comunque eseguito e spesso seguono ulteriori richieste. Nessuna imposta reale si paga alla piattaforma per prelevare i propri fondi. Interrompi i versamenti e conserva ogni comunicazione.

Come riconosco un sito che abusa del nome di un’istituzione finanziaria?

Verifica sempre il dominio ufficiale dell’istituzione (per la LBMA, solo lbma.org.uk e portal.lbma.org.uk) e diffida dei siti che ne usano il nome su domini diversi. Controlla che la piattaforma esponga denominazione sociale, sede, numero di licenza e autorità di vigilanza, e cerca il nome nel registro dell’authority citata. L’assenza totale di dati societari, unita a promesse di rendimento e a contatti nati sui social, è un segnale d’allarme ricorrente.

 

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