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ToggleRicevi un SMS che sembra provenire dal tuo Comune, con un messaggio allarmante: la tua posizione TARI risulta irregolare e devi contattare subito un numero che inizia con 893 per regolarizzare la situazione. Il testo è formalmente corretto, il tono è ufficiale, e l’urgenza con cui ti invita ad agire sembra plausibile. Ma si tratta di una truffa, diffusa in diverse città italiane, che sfrutta la preoccupazione dei cittadini per i tributi comunali per far loro comporre un numero a tariffazione speciale.
In questo articolo trovi una guida pratica per riconoscere questa frode, capire come funziona il meccanismo economico che la sostiene, e sapere esattamente cosa fare se hai già chiamato quel numero.
Come riconoscere l’SMS truffa sulla TARI
Il messaggio tipo segue uno schema ricorrente. Il mittente appare come “Comune” o riporta il nome della città di residenza. Il contenuto segnala un’irregolarità nella posizione TARI — talvolta si parla di omessa dichiarazione, di versamenti non registrati, o di una notifica non consegnata — e invita il destinatario a contattare un numero con prefisso 893 per risolvere la questione prima di incorrere in sanzioni.
Gli elementi che devono insospettirti immediatamente sono:
- la presenza di un numero 893 come unico recapito fornito
- l’assenza di un riferimento preciso all’ufficio o al responsabile del procedimento
- la mancanza di un indirizzo web ufficiale del Comune o del Ministero dell’Economia
- la pressione temporale: ti si dice di chiamare entro breve per evitare conseguenze
- l’assenza del codice fiscale del mittente istituzionale nei dati del messaggio
I Comuni italiani sono stati chiari su questo punto: nessun ente comunale invia SMS per comunicazioni relative alla TARI, e nessun Comune utilizza numerazioni a tariffazione speciale per i propri uffici tributari. Se hai ricevuto un messaggio di questo tipo, non chiamare.
Come funziona il meccanismo: guadagnano già dalla chiamata
Questo è l’aspetto che distingue la truffa SMS TARI da altre frodi e che occorre comprendere bene. I responsabili di questo schema non devono necessariamente convincerti a pagare qualcosa o a cedere i tuoi dati bancari per ricavarne un profitto: guadagnano già nel momento in cui componi il numero e rimani in linea.
I numeri 893 sono numerazioni non geografiche a tariffazione speciale. Il costo della chiamata è elevato — spesso diversi euro al minuto — e una parte di quel costo viene retrocessa al soggetto che gestisce il numero. Dall’altra parte trovi una voce registrata che ti fa attendere, ti chiede di premere tasti, ti trasferisce tra “uffici” che non esistono, ti ripete messaggi preregistrati. L’obiettivo è tenerti in linea il più a lungo possibile.
In alcuni casi, una volta in linea, l’utente viene anche sollecitato a fornire il codice fiscale o i dati della propria utenza idrica o elettrica, oppure a effettuare un pagamento per “sbloccare” la pratica. Questi tentativi di raccolta dati o di ulteriore frode si sommano al danno economico già prodotto dalla chiamata stessa.
I numeri 893: cosa sono e cosa dice la normativa Agcom
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha regolamentato i servizi a tariffazione speciale con la delibera 413/14/CONS, che stabilisce le condizioni di utilizzo di queste numerazioni e gli obblighi di trasparenza a carico dei fornitori. In base a questa disciplina, i numeri 893 rientrano tra i servizi a valore aggiunto: il chiamante paga una tariffa superiore alla normale, e parte del ricavo viene diviso tra l’operatore telefonico e il fornitore del servizio che gestisce il numero.
La normativa prevede che prima dell’inizio del servizio sia comunicata la tariffa applicata e che l’utente abbia la possibilità di interrompere la chiamata senza costi. In pratica, tuttavia, chi chiama convinto di parlare con un ufficio comunale non sa di trovarsi davanti a un servizio a pagamento, il che rende il meccanismo intrinsecamente ingannevole nel contesto di questa truffa.
Dal punto di vista penale, la condotta di chi organizza questo schema è inquadrabile nell’art. 640 del codice penale (truffa), poiché il soggetto passivo viene indotto in errore mediante artifizi — l’apparenza di un messaggio ufficiale — e procurandogli un danno patrimoniale. Nei casi in cui vengano anche raccolti dati personali o si acceda fraudolentemente a sistemi informatici, può configurarsi anche la fattispecie dell’art. 640-ter c.p. (frode informatica).
Cosa non fanno i Comuni: la smentita ufficiale
Diverse amministrazioni comunali italiane — tra cui quelle di Milano, Torino, Napoli e Gubbio — hanno emesso comunicati ufficiali per avvisare i propri cittadini di questa frode. Il messaggio è uniforme: il Comune non invia SMS per la TARI, non invita i contribuenti a chiamare numeri a pagamento, non utilizza numerazioni 893 per nessuna comunicazione tributaria.
Le comunicazioni ufficiali relative alla TARI avvengono esclusivamente tramite:
- raccomandata con avviso di ricevimento o posta elettronica certificata (PEC), nei casi previsti dalla legge
- avvisi di pagamento spediti per posta ordinaria, con indicazione del codice PagoPA
- accesso allo sportello fisico o al portale digitale del Comune, con autenticazione tramite SPID o CIE
- contatti telefonici tramite i numeri fissi degli uffici tributi, mai tramite numerazioni a tariffazione speciale
Qualsiasi comunicazione che si discosti da queste modalità e che ti inviti a chiamare un numero 893 deve essere trattata come un tentativo di frode.
Cosa fare se hai già chiamato il numero 893
Se hai già composto il numero e sei rimasto in linea anche solo per qualche minuto, è probabile che sulla tua bolletta telefonica o sulla tua scheda ricaricabile siano già stati addebitati importi significativi. Queste sono le azioni da intraprendere nell’ordine corretto:
- Controlla immediatamente il tuo credito telefonico o l’estratto conto per verificare se sono già stati registrati addebiti.
- Contatta il tuo operatore telefonico — tramite il numero del servizio clienti o tramite l’area personale — e segnala la chiamata come truffaldina. Chiedi esplicitamente il rimborso degli importi addebitati per il servizio a tariffazione speciale, spiegando che sei stato indotto in errore da una comunicazione fraudolenta. L’operatore ha margine per procedere al rimborso, specialmente se il reclamo viene presentato tempestivamente.
- Conserva ogni traccia: screenshot dell’SMS ricevuto, data e ora della chiamata, importo addebitato, eventuale registrazione o trascrizione di quanto detto dall’altra parte.
- Non richiamare il numero e non rispondere a eventuali messaggi successivi che ti sollecitano a completare la procedura.
- Se hai fornito dati personali (codice fiscale, dati bancari, credenziali SPID), agisci con ulteriore urgenza: modifica le credenziali compromesse, contatta la tua banca per bloccare eventuali operazioni sospette, e monitora il tuo profilo creditizio nelle settimane successive.
Come segnalare e tutelarti legalmente
Sul piano delle segnalazioni, hai a disposizione più canali:
- Polizia Postale e delle Comunicazioni: puoi presentare una denuncia online tramite il portale ufficiale della Polizia Postale (commissariatodips.it) o recandoti fisicamente al più vicino ufficio. Allega l’SMS ricevuto, la documentazione degli addebiti e qualsiasi altra prova raccolta.
- Agcom: puoi segnalare il numero 893 all’Agcom tramite il portale dedicato ai servizi a tariffazione speciale. L’Agcom può intervenire tramite procedimenti istruttori o segnalazioni qualificate (operatori, autorità, ecc.)
- Garante per la protezione dei dati personali: se hai fornito dati personali e ritieni che siano stati trattati illecitamente, puoi presentare reclamo al Garante Privacy.
Sul piano del rimborso degli addebiti telefonici, il percorso più rapido è il reclamo diretto all’operatore. Se l’operatore rigetta il reclamo o non risponde entro 45 giorni, puoi attivare la procedura di conciliazione davanti al Corecom (Comitato Regionale per le Comunicazioni) di competenza, un procedimento gratuito che spesso si conclude con il riconoscimento del rimborso.
Se invece hai subito un danno più rilevante — perché hai effettuato pagamenti, hai ceduto credenziali o hai subìto un accesso non autorizzato ai tuoi conti — è opportuno valutare con un avvocato la percorribilità di un’azione civile per il risarcimento del danno, in parallelo con la denuncia penale.
Domande frequenti
Ho ricevuto un SMS che sembra ufficiale con il nome del mio Comune: come faccio a capire se è una truffa?
Il segnale più affidabile è la presenza di un numero 893 come unico recapito. I Comuni non utilizzano mai numerazioni a tariffazione speciale per comunicazioni tributarie. Verifica sempre sul sito istituzionale del tuo Comune se esiste una sezione dedicata alla TARI con i numeri ufficiali di contatto, e confrontali con quello indicato nell’SMS. In caso di dubbio, chiama direttamente l’ufficio tributi comunale tramite i numeri pubblicati online.
Quanto può costare la chiamata a un numero 893?
La tariffazione dei numeri 893 varia, ma può arrivare anche a 1,20-1,50 euro al minuto o più, a seconda del servizio e dell’operatore. Una chiamata tenuta in linea per dieci o quindici minuti da una voce registrata può generare un addebito di oltre 15-20 euro. Il costo esatto dovrebbe essere comunicato all’inizio della chiamata, ma chi ha composto il numero convinto di parlare con un ufficio pubblico difficilmente coglie questo annuncio nel contesto che si aspettava.
Ho fornito il mio codice fiscale durante la chiamata: cosa rischio?
Il codice fiscale è un dato personale sensibile ma, da solo, raramente consente frodi immediate. Il rischio maggiore è che venga usato in combinazione con altri dati per tentare accessi non autorizzati a portali della Pubblica Amministrazione (INPS, Agenzia delle Entrate) o per intestare contratti. Monitora nei giorni successivi le tue utenze, l’area personale INPS e l’Agenzia delle Entrate, e segnala qualsiasi attività anomala al Garante Privacy e alla Polizia Postale.
Posso sporgere denuncia anche se la somma sottratta è piccola?
Sì, e ti è fortemente consigliato farlo. Le denunce individuali — anche per importi contenuti — contribuiscono a costruire il fascicolo investigativo che permette alla Polizia Postale di individuare i responsabili e di richiedere ad Agcom la sospensione del numero. Più segnalazioni vengono presentate, più rapida è la risposta delle autorità. Il danno individuale può sembrare modesto, ma il fenomeno a scala nazionale genera profitti illeciti significativi.
La truffa SMS TARI è un reato? Chi organizza questo schema rischia il carcere?
Sì. La condotta è inquadrabile nel reato di truffa ai sensi dell’art. 640 del codice penale, che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni. Se nella condotta sono presenti elementi di accesso fraudolento a sistemi informatici o utilizzo di identità digitali false, possono aggiungersi le fattispecie dell’art. 640-ter c.p. (frode informatica) e dell’art. 494 c.p. (sostituzione di persona). In concorso con altri reati o in presenza di un’organizzazione strutturata, le pene possono essere significativamente più severe.
Cosa devo fare se continuo a ricevere SMS di questo tipo sullo stesso numero?
Segnala il numero mittente alla Polizia Postale e blocca il contatto sul tuo smartphone. Puoi anche segnalare il numero al tuo operatore telefonico come mittente fraudolento: alcuni operatori dispongono di filtri anti-spam che, se attivati su segnalazione degli utenti, bloccano i messaggi da quel mittente. Conserva sempre uno screenshot degli SMS come prova da allegare alla denuncia.
