Sintesi dei contenuti
ToggleAh, la meravigliosa esperienza di navigare su internet nel 2025. Clicchi su un pulsante innocente per guardare un video di gattini, e improvvisamente scopri di aver messo “Mi piace” a una pagina che vende pillole dimagranti miracolose. Oppure, ancora meglio, hai appena autorizzato un’app sconosciuta ad accedere a tutti i tuoi contatti. Magia? No, clickjacking. Benvenuto nel club di chi pensava che cliccare su “Play” fosse un gesto sicuro.
Clickjacking: Il Gioco Delle Tre Carte Digitale
Partiamo dalle basi. Clickjacking è una parola composta da due termini inglesi:
- Click = il gesto che fai mille volte al giorno con il mouse o il dito sullo smartphone
- Hijacking = dirottare, sequestrare (come nei film d’azione, ma meno divertente)
In pratica, è l’arte di farti cliccare su qualcosa che non è quello che vedi. Immagina di guardare un mago che ti fa scegliere una carta, ma in realtà ha già deciso lui quale prenderai. Solo che qui non vinci nemmeno un coniglio dal cilindro.
Come Funziona Tecnicamente (Senza Farti Venire il Mal di Testa)
Ecco il trucco in parole semplici: un sito web malevolo crea due livelli sovrapposti.
Livello 1 – Quello che vedi: Un bel pulsante colorato con scritto “Clicca qui per vincere un iPhone!” o “Play per vedere il video”. Invitante, no?
Livello 2 – Quello che NON vedi: Sopra quel pulsante, gli hacker piazzano un elemento invisibile (tecnicamente si chiama “iframe trasparente” o “layer nascosto”). Questo elemento invisibile contiene il vero pulsante, quello pericoloso. Può essere:
- Il pulsante “Autorizza” di un’applicazione
- Il “Mi piace” di Facebook
- Il consenso a una transazione bancaria
- L’iscrizione a un servizio a pagamento
Risultato: Tu pensi di cliccare sul video dei gattini, ma in realtà il tuo click viene intercettato dall’elemento invisibile sopra. È come se qualcuno mettesse un vetro trasparente tra te e il pulsante che vuoi premere, e su quel vetro ci fosse disegnato un altro pulsante che tu attivi senza saperlo.
Un Esempio Pratico (Che Ti Farà Prudere Le Mani)
Immaginiamo questo scenario:
- Stai navigando su un sito che promette di mostrarti “il video più divertente del 2025”
- Clicchi sul grande pulsante “PLAY” al centro dello schermo
- Non succede nulla (o si apre una pagina pubblicitaria)
- Due giorni dopo scopri che la tua pagina Facebook ha condiviso un link spam a tutti i tuoi contatti
- I tuoi amici pensano che sei stato hackerato o che sei diventato un bot
Cosa è successo? Sopra quel pulsante “PLAY” c’era un iframe invisibile che conteneva la tua timeline di Facebook già aperta (se eri loggato) con il pulsante “Condividi” posizionato esattamente dove tu hai cliccato. Il tuo click è finito lì, non sul video.
I Rischi: Dalla Seccatura al Disastro Vero e Proprio
Facciamo un elenco di cosa può succederti se diventi vittima di clickjacking. Spoiler: non è carino.
1. Iscrizioni Non Richieste a Servizi (Spesso a Pagamento)
Ti ritrovi iscritto a newsletter spam, servizi pubblicitari o, peggio, abbonamenti a pagamento. Quel click “innocente” ha compilato un form di registrazione nascosto con i tuoi dati già presenti nel browser (grazie ai cookie e all’autocompilazione).
Termine tecnico da conoscere: Cookie = piccoli file che i siti web salvano nel tuo browser per ricordare chi sei. Utili, ma possono essere sfruttati contro di te.
2. Permessi Concessi ad App Sospette
Hai presente quando un’app ti chiede di “accedere al tuo profilo Facebook” o “leggere i tuoi contatti”? Ecco, con il clickjacking puoi autorizzare applicazioni malevole senza nemmeno sapere che esistono.
OAuth (termine tecnico): è il sistema che permette a un’app di chiedere l’autorizzazione ad accedere ai tuoi dati su un altro servizio (tipo “Accedi con Facebook”). Se questo processo viene dirottato, l’app malevola ottiene i permessi senza che tu abbia letto nemmeno cosa stavi autorizzando.
3. Autorizzazioni a Transazioni Bancarie o Acquisti
Questo è il livello “panico”. Se sei loggato al tuo home banking o a un sito di e-commerce, un click dirottato potrebbe confermare una transazione, modificare i tuoi dati di pagamento o persino autorizzare un bonifico.
Two-Factor Authentication (2FA): è quella cosa che ti chiede il codice via SMS dopo la password. Se non ce l’hai attiva, sei molto più vulnerabile. Attivala. Subito.
4. Compromissione dei Tuoi Account Social
Il clickjacking è particolarmente efficace sui social media. Puoi ritrovarti a:
- Mettere “Mi piace” a pagine che non conosci
- Condividere contenuti spam
- Seguire account bot
- Inviare messaggi a tua insaputa
Risultato? I tuoi amici pensano che sei stato hackerato o che hai scoperto il network marketing. Non so cosa sia peggio.
Come Difenderti (Perché La Paranoia È Sottovalutata)
Bene, ora che ti ho terrorizzato a dovere, passiamo alle soluzioni. Perché no, non devi smettere di usare internet (anche se a volte è tentante).
1. Naviga Solo su Siti Affidabili
Lo so, è noioso. Ma se un sito ha più banner pubblicitari che contenuti, se promette “risultati scioccanti” o se l’URL sembra scritto da un gatto sulla tastiera (es: “videxfunny123-streaming.xyz”), forse è il caso di chiudere la finestra.
Indicatori di affidabilità:
- HTTPS nella barra degli indirizzi (il lucchetto verde/grigio) = la connessione è cifrata
- Assenza di popup invasivi
- Design professionale (i siti truffa spesso sembrano fatti nel 1998)
- Recensioni positive su Google
2. Aggiorna Browser, Sistema Operativo e Plugin
Sì, quegli aggiornamenti fastidiosi che rimandate da settimane? Fateli. I produttori di browser come Chrome, Firefox e Safari rilasciano continuamente patch di sicurezza contro vulnerabilità note, incluso il clickjacking.
Patch di sicurezza = correzioni software che chiudono le falle sfruttate dagli hacker. È come rattoppare un buco nel tetto prima che piova in casa.
Plugin da aggiornare prioritariamente:
- Adobe Flash (o meglio, disinstallalo, è morto e sepolto nel 2020)
- Java
- Qualsiasi estensione del browser che non usi da mesi
3. Installa Estensioni di Sicurezza
Esistono estensioni gratuite che funzionano come bodyguard del tuo browser:
- uBlock Origin: blocca pubblicità e contenuti sospetti
- NoScript (per utenti avanzati): blocca JavaScript da siti non autorizzati
- Privacy Badger: blocca tracker nascosti
JavaScript = linguaggio di programmazione che rende i siti web interattivi. Purtroppo è anche lo strumento principale per creare attacchi clickjacking, perché permette di sovrapporre elementi invisibili.
4. Attiva le Protezioni Anti-Clickjacking del Browser
I browser moderni hanno funzioni integrate contro il clickjacking. Assicurati che siano attive:
- X-Frame-Options: un’impostazione di sicurezza che impedisce a un sito di essere caricato dentro un iframe (quella “finestra invisibile” di cui parlavamo)
- Content Security Policy (CSP): regole che limitano quali script e contenuti possono essere eseguiti su una pagina
Non devi fare nulla di speciale, queste protezioni sono attive di default nei browser aggiornati. Ecco perché il punto 2 è così importante.
5. Sviluppa il Sospetto Professionale
Se qualcosa sembra strano, probabilmente lo è:
- Un pulsante non risponde come dovrebbe? Stop. Non insistere cliccando 47 volte.
- Un sito ti chiede di “cliccare qui per verificare che non sei un robot” ma non vedi il classico CAPTCHA? Sospetto.
- Vieni reindirizzato a pagine inaspettate dopo un click? Chiudi tutto.
CAPTCHA = quei test fastidiosi dove devi selezionare “tutti i semafori” nelle immagini. Servono proprio a verificare che sei umano e non un bot. Se un sito sostiene di verificarti ma non usa un CAPTCHA riconoscibile, è sospetto.
6. Controlla Regolarmente le App Autorizzate
Vai nelle impostazioni di:
- Facebook → Impostazioni e Privacy → Impostazioni → App e siti web
- Google → Account Google → Sicurezza → App con accesso all’account
- Twitter/X → Impostazioni → Sicurezza → App e sessioni
Revoca l’accesso a qualsiasi app che non riconosci o che non usi più. Questo è come fare pulizia nel tuo armadio, ma digitale.
La Realtà Scomoda: Non Sei Immune
Ecco la parte che nessuno vuole sentirti dire: anche gli utenti esperti cascano nel clickjacking. Perché? Perché è progettato per essere invisibile. Non è come quegli attacchi di phishing maldestri con errori di ortografia evidenti. Qui il pulsante sembra legittimo, il sito sembra normale.
La differenza tra chi si fa fregare e chi no non è l’intelligenza, ma la consapevolezza e l’abitudine a verificare.
Il Test Del “Ma Che Diavolo…?”
Prima di cliccare su qualsiasi cosa che sembra anche minimamente sospetta, chiediti:
- Questo sito mi sta chiedendo troppi permessi per quello che offre?
- Perché dovrei cliccare 5 volte per vedere un semplice video?
- Com’è possibile che questo pulsante “non funzioni” quando visivamente sembra normale?
Se la risposta a una di queste domande è “boh”, probabilmente è il momento di chiudere la pagina.
Considerazioni Finali: Il Tuo Click Vale Molto
Viviamo in un’economia dove i dati personali valgono oro. Ogni tuo click, ogni tuo “Mi piace”, ogni autorizzazione che concedi può essere monetizzata. Il clickjacking è solo uno dei tanti modi in cui i malintenzionati cercano di rubarti questi micro-consensi.
La buona notizia? Sei più furbo di un iframe trasparente. Con un minimo di attenzione e gli strumenti giusti, puoi rendere la vita molto difficile a chi cerca di fregarti.
La cattiva notizia? Dovrai combattere la pigrizia di cliccare compulsivamente su tutto quello che brilla. Ma hey, meglio un secondo di riflessione che ore a sistemare i danni.
In sintesi
Il clickjacking ti fa cliccare su elementi invisibili pensando di cliccare su altro. Difenditi aggiornando tutto, usando estensioni di sicurezza, e sviluppando un sano sospetto verso siti strani. Il tuo click non è gratis: vale i tuoi dati, i tuoi soldi e la tua privacy. Proteggilo.
Hai avuto esperienze con il clickjacking o altri attacchi informatici? Raccontacelo nei commenti. E se questo articolo ti è stato utile, condividilo (ma stavolta scegli tu di farlo, non un iframe invisibile).

